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Kayseri
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mweaKayseri (dall'antico nome mweqgreco Καισάρεια), anticamente conosciuta come mwegCesarea di Cappadociacite-ref-1[1], mwfwMazaka o mwgaEusebia all'Argaios, è una città di 1,4 milioni di abitanti della mwgqTurchia, capoluogo dell'mwggomonima provincia dell'mwgwAnatolia Centrale.

La città comprende cinque distretti metropolitani, i due principali di mwhqKocasinan e mwhgMelikgazi e, dal 2004, anche mwhwHacılar, mwiaİncesu e mwiqTalas. Situata ai piedi del mwigvulcano mwiwErciyes, che raggiunge i mwja3 916 metri, è sede aeroportuale e universitaria. È una delle città turche che hanno conosciuto maggiore sviluppo economico dagli anni '80 del mwjqXX secolo. Conserva molti monumenti risalenti al periodo della dinastia dei mwjgSelgiuchidi e dell'mwjwImpero ottomano.

Contents

Storia
Sport
Note

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Storia

Insediamento anatolico di Kültepe

L'area fu sede di un insediamento del mwlaIV millennio a.C. (sito di mwlqKültepe), che crebbe di importanza durante il mwlgcalcolitico e l'mwlwetà del bronzo antico, come centro commerciale sulla mwmavia della seta. Ebbe il nome di mwmqKanesh. Fu sotto il dominio del re mwmgSargon di Akkad a metà del mwmwIII millennio a.C., ma un suo re, Zipani, secondo un documento ittita successivo, fece parte di una coalizione contro uno dei successori di Sargon, mwnaNaram-Sin.

Fu in seguito capitale di un potente regno mwnganatolico nel mwnwII millennio a.C., sotto il dominio mwoaassiro. Dopo la distruzione per incendio intorno al 1850 a.C. è forse identificabile con la città mwoqittita di Nésa. La città aveva perso di importanza e fu nuovamente distrutta agli inizi del mwogXII secolo a.C., ma sopravvisse ancora come uno dei principali centri del regno mwowneo-ittita, e fu del tutto abbandonata solo in epoca mwparomana.

Il sito archeologico conserva i resti di un quartiere commerciale assiro (mwpgmwpwkārum), sorto agli inizi del II millennio a.C. al di fuori della città vera e propria e con una propria cinta di mura separata, dove sono state ritrovate numerose tavolette scritte in mwqalingua assira.

La città romana

L'attuale centro abitato è di probabile fondazione mwqwellenistica (il tumulo di Garipler, nel centro cittadino, appartiene a quest'epoca), probabilmente con il nome di Mazaka. Sotto l'mwraimperatore romano mwrqTiberio, prese in suo onore il nome di Cesarea. Fu capoluogo della mwrgprovincia romana di Cappadocia ed ebbe grande sviluppo nel mwrwIII secolo raggiungendo una popolazione di circa mwsa400000 abitanti.cite-ref-zonara-xii-23-2-0[2] mwtqVenne distrutta da parte del re mwtgpersiano mwtwSapore I, dopo la mwuasconfitta dell'imperatore mwuqValeriano nel 260.cite-ref-zonara-xii-23-2-1[2]

La descrizione di Strabone

Il geografo mwwaStrabonecite-ref-3[3] descrive l'ambiente in cui la città sorgeva come inadatto: con scarsità di acqua, sprovvisto di difese naturali, con terreno sassoso e non coltivabile. La città sorgeva ai piedi dell'mwxqArgaios, un vulcano all'epoca ancora attivo e a causa del quale la regione presentava pericolosi "pozzi di fuoco". Le pendici della montagna, ricche di boschi, offrivano risorse di mwxglegname, scarso nella Cappadocia, sebbene lo sfruttamento fosse ostacolato dai fenomeni vulcanici. Nei pressi scorreva il fiume Nero, tributario dell'mwxwEufrate, che formava paludi e acquitrini rendendo l'aria insalubre. Secondo il racconto di Strabone, il fiume venne sbarrato da una diga ad opera del re Arianthes, ma il crollo di questa avrebbe causato disastrose inondazioni in tutta la regione, per le quali le popolazioni danneggiate chiesero un risarcimento di trecento mwyatalenti d'mwyqargento e nella contesa sarebbero intervenuti come mediatori i mwygRomani.

La città tardo-antica e romana d'Oriente

Nel mwaqIV secolo la città sembra abbia avuto il nome di Eusebia, collegato a mwagEusebio di Cesarea, consigliere dell'imperatore mwawCostantino I e mwbavescovo tuttavia di mwbqCesarea marittima, in mwbgPalestina. Nel 370 fu eletto vescovo della città mwbwsan Basilio Magno, che vi fondò un monastero di mwcamonaci basiliani, secondo la regola da lui stesso scritta.

Dopo l'abbandono della città romana, il monastero basiliano che era invece sopravvissuto, fu il nucleo della città mwcgbizantina, fortificata sotto l'imperatore mwcwGiustiniano. Tra il mwdaVII e il mwdqIX secolo subì le incursioni mwdgarabe. Alla metà dell'mwdwXI secolo vi si rifugiò una colonia di mweaArmeni, profughi in seguito alla conquista dell'Armenia da parte dei mweqSelgiuchidi.

La città islamica

La città venne conquistata nel 1084 dal sultano mwfaselgiuchide mwfqAlp Arslan e fu in seguito sede di un emirato istituito dal principe Tursan Bey. Fu brevemente in possesso dei mwfgcrociati nel 1097 e venne inglobata nel 1174 dall'impero selgiuchide.

Nel 1243 fu conquistata dai mwgaMongoli e intorno al 1335 il locale governatore mongolo, Eretna, si proclamò indipendente, facendone la sua capitale. I suoi successori (Aksaray, Sivas e Amasya) conservarono il potere fino al 1380, quando s'impadronì dello stato mwgqKadı Burhan ad Dîn. Nel 1397 la città fu conquistata dal sultano mwggottomano mwgwBayezid I, ma questa passò nel 1402 al mwhabeilicato di Karaman, alleato di mwhqTamerlano e nel 1419 ai mwhgMamelucchi. Ritornò definitivamente a far parte dell'impero ottomano nel 1515.

Società

La città è tendenzialmente conservatrice e religiosa. La tradizione religiosa mwiqislamica ricopre un ruolo centrale nella cultura cittadina. Le bevande alcoliche tendono ad essere assenti, ad esclusione dei grandi alberghi. Gran parte della popolazione è originaria delle regioni rurali dell'mwigAnatolia. La città ha sviluppato a partire dagli anni 1980 una classe imprenditoriale dedita ai principi islamici, coniugati alla modernità; il successo economico della città è stato associato da molti studi alla filosofia del cosiddetto "calvinismo islamico", ossia un'"etica del lavoro protestante" applicata ad un contesto islamico.cite-ref-4[4]cite-ref-a-5-0[5]cite-ref-b-6-0[6]cite-ref-c-7-0[7]

La città ha rappresentato una delle tanti roccaforti dei partiti del mwnaMillî Görüş, in particolare il mwnqPartito del Benessere e il mwngPartito della Virtù, per poi divenire roccaforte del mwnwPartito della Giustizia e dello Sviluppo.cite-ref-c-7-1[7]

Economia

Kayseri ricevette notevoli investimenti pubblici negli anni 1920 e 1930. Le aziende Sumer Textile e Kayseri Tayyare Fabrikası (produttrice di aeroplani) furono installate in città durante il periodo repubblicano con l'aiuto di esperti tedeschi e sovietici. La Kayseri Tayyare Fabrikası costruì negli anni 1940 il primo aereo di produzione turca. Dopo gli anni 1950, la città subì una diminuzione dell'ammontare degli investimenti pubblici. Fu, tuttavia, negli stessi anni che una nuova classe di fabbricanti e commercianti di Kayseri si trasformarono in imprenditori su scala nazionale. Famiglie come i Sabancı, Has, Dedeman, Hattat, Kurmel, Özyeğin, Karamanlargil e Özilhan, che avevano cominciato da commercianti su piccola scala nella città di Kayseri, divennero attori di primo piano nell'economia della Turchia. Queste famiglie stabilirono le loro sedi in città come mwqwIstanbul e mwraAdana, pur stabilendo investimenti a Kayseri.

Grazie alle politiche di liberalizzazione economica introdotte negli anni 1980 dal governo di mwrgTurgut Özal, una nuova classe di commercianti e industriali di Kayseri si è unita alle precedenti famiglie. La maggior parte di questi nuovi imprenditori scelse Kayseri come base delle proprie operazioni. Come conseguenza della presenza di efficienti infrastrutture, la città raggiunse una notevole crescita industriale dal 2000, divenendo una delle principali mwrwtigri anatoliche, con un ambiente favorevole soprattutto per le piccole e medie imprese.

Numerosi studi hanno collegato il successo economico e industriale della città alla filosofia del "calvinismo islamico".cite-ref-a-5-1[5]cite-ref-b-6-1[6]cite-ref-c-7-2[7]

Il ritmo di crescita della città è stato così rapido che nel 2004 la città fu candidata al mwvgGuinness dei primati per il maggior numero di industrie manifatturiere avviate in un solo giorno: 139 fabbriche. Kayseri è anche emersa come uno dei centri di produzione di mobili di maggior successo in Turchia. Nel 2007 la città guadagnò più di un miliardo di dollari di entrate derivate dall'esportazione.

La mwwazona franca di Kayseri, istituita nel 1998, conta oggi più di 43 aziende con un investimento di 140 milioni di dollari.cite-ref-8[8]

Infrastrutture e trasporti

La città dispone dell'Aeroporto Internazionale di Erkilet, situato a breve distanza dal centro di Kayseri.

Kayseri è collegata al resto del paese tramite la rete ferroviaria: verso mw0wAnkara, mw1aKars e Tatvan, sulla sponda occidentale del mw1gLago Van.

Il trasporto all'interno della città si basa principalmente su mw2aautobus e veicoli personali.
Dal 2009 è in esercizio un sistema di trasporto su mw2gmetrotranvia, denominato Kayseray, che attualmente (2025) consta di 4 linee e 75 stazioni ed ha una estensione di 46mw3a km.

Sport

Il mw5gKayserispor Kulübü è il principale club calcistico della città, milita in mw5wSüper Lig e ha vinto una mw6aCoppa di Turchia.

Amministrazione

Gemellaggi

• mw7gmw7wSaarbrücken - mw8aGermania

Note

cite-note-11. citereftreccani-cesarea-di-cappadociamw9wmw-aCesarea di Cappadocia, in mw-qTreccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. mw-gURL consultato il 25 aprile 2019.
cite-note-zonara-xii-23-22. mwaqaZonara, mwaqeL'epitome delle storie, XII, 23.
cite-note-33. mwaquStrabone, mwaqymwaqcGeografia, XII, 7, BUR, Milano, 2000.
cite-note-44. mwaqs(mwaqwmwaq0EN) Soner Cagaptay, mwaq4mwaq8The Rise of Turkey: The Twenty-First Century's First Muslim Power, 2014, pp.mwara 30-31.
cite-note-a-55. mwary(mwarcmwargEN) mwarkmwaroHome to the "Islamic Calvinists", su mwarsQantara.de.
cite-note-b-66. mwase(mwasimwasmEN) mwasqmwasuIslamic Calvinism and Turkish trade, mwasyThe Irish Times, 15 settembre 2006.
cite-note-c-77. mwas4(mwas8mwataEN) mwatemwatiIslamic Calvinists: Change and Conservatism in Central Anatolia (mwatmmwatqPDF), European Stability Initiative, 19 settembre 2005.
cite-note-88. mwatgmwatkmwatoKAYSER -Kayseri Serbest Bölgesi, su mwatskayser.com.tr mwatw(archiviato dall'mwat0url originale il 5 dicembre 2013).

Altri progetti

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• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Kayseri

Collegamenti esterni

• (TR) Sito ufficiale, su kayseri.bel.tr.
• Kayseri Büyükşehir Belediyesi (canale), su YouTube.
• citereftreccani-itKayseri, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefdizionario-di-storiaCesarea, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefsapere-itKayseri (città), su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) Kayseri, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• mwauq(EN) Architetture selgiuchidi a Kayseri, su metu.edu.tr. URL consultato il 28 dicembre 2006 (archiviato dall'url originale il 15 dicembre 2006).